Sul display compare “A04”, acqua tiepida che va e viene, termosifoni freddi… e tu con l’aria di chi vorrebbe solo una doccia calda. Ti capisco. La buona notizia? Nella maggioranza dei casi è un guasto semplice da rimettere in riga, a patto di fare le mosse giuste e, soprattutto, nell’ordine giusto. Vediamo insieme che significa errore A04 su caldaia Riello, come intervenire in sicurezza e quando, invece, conviene chiamare un tecnico.
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A04, detto semplice: pressione impianto troppo bassa
Nelle caldaie Riello il codice A04 indica che la pressione del circuito primario è insufficiente: il pressostato acqua (o il controllo elettronico della pressione) “vede” un valore sotto soglia e la macchina si ferma per proteggersi. In alcuni manuali trovi scritto esplicitamente “Primary circuit pressure insufficient” o “Water pressure switch alarm”. Il principio è sempre quello: poca acqua = niente esercizio. Meglio fermarsi che danneggiare pompa e scambiatore.
Capita anche che alcune tabelle associno ad A04 l’intervallo A04–A40 con lo stesso significato: si tratta comunque di pressione insufficiente nel primario, quindi la logica di intervento non cambia.
Prima le basi – Sicurezza e una mini diagnosi
Lo so, l’istinto è correre al tasto reset. Ma due respiri e tre controlli ti fanno guadagnare tempo. Niente odori di gas? Bene. Allora guarda il manometro (o il valore digitale sul display): se a impianto freddo leggi sotto 1 bar, è normale che la Riello si sia messa di traverso. Il blocco non è un capriccio, è una protezione. Se invece leggi già 1,2–1,5 bar e vedi comunque A04, prendiamo nota: potrebbe trattarsi di sensore capriccioso o di un calo intermittente. Ci torniamo tra poco, ma intanto hai già un indizio concreto.
Come ricaricare la pressione senza fare danni
Qui arriva la parte pratica, quella che spesso chiude la faccenda in cinque minuti. “Ricaricare” significa immettere un po’ d’acqua nel circuito di riscaldamento tramite il rubinetto di carico (o filling loop), una piccola leva/manopola di solito sotto la caldaia. Ti spiego il percorso, così non ti perdi.
Spegni la caldaia e aspetta un minuto: leggere la pressione “a freddo” è più affidabile. Individua il rubinetto di carico: se non sei sicuro, apri lo sportellino inferiore e cerca la manopolina collegata a un tubicino che arriva dall’acqua di rete. Aprila lentamente mentre guardi il manometro: la lancetta (o il numero sul display) salirà piano. Appena raggiungi circa 1,2–1,5 bar a freddo, richiudi con decisione. Riaccendi la caldaia e, se richiesto, premi Reset una sola volta. Se tutto è a posto, A04 sparisce e tornano fiamma e comfort. Un dettaglio da non sottovalutare: se nelle ultime settimane hai svuotato i radiatori o fatto lavori, può esserci aria nell’impianto. L’aria si comprime e fa “ballare” la pressione. In questi casi, dopo il primo avvio, potresti vedere scendere di qualche decimo: è normale. Sfiata i termosifoni con calma (parti da quelli più vicini alla caldaia), poi ripristina di nuovo 1,2–1,5 bar. Due giri completi sfiato+rabbocco e l’impianto si stabilizza.
Perché torna A04? Le cause tipiche spiegate in modo onesto
Se l’errore rientra e dopo un giorno ricompare, non è sfortuna: c’è qualcosa che fa calare la pressione. La domanda giusta è “dove perdo o cosa non compensa?”. Ecco gli scenari più frequenti, raccontati senza gergo.
La micro-perdita banale. Un detentore che traspira, un raccordo che “suda”, una valvolina che piange una goccia ogni tanto: in 24 ore basta a far scendere la lancetta. Di solito lo vedi perché resta l’alone biancastro del calcare. Piccola riparazione, grande serenità.
Il vaso d’espansione scarico. Quando l’acqua si scalda aumenta di volume; se il vaso non “assorbe” l’espansione, la pressione sale troppo in esercizio e la valvola di sicurezza scarica. A impianto fermo torni basso… ed ecco A04. È il classico ping-pong tra “troppo pieno” e “troppo vuoto”. La cura è tecnica: controllo e ricarica del vaso (o sostituzione se esausto).
L’aria intrappolata. La senti dai gorgoglii nei termosifoni. L’aria spinge la pompa a lavorare male e, quando esce dagli sfiati automatici, la pressione cala. Qui bastano pazienza e metodo: sfiati bene, poi riporti a 1,3 bar a freddo.
Il rubinetto di carico non chiude bene. Succede: restando appena aperto, lascia trafilare e fa variare la pressione in modo imprevedibile. Si sostituisce in poco tempo e la smetti con i rabbocchi quotidiani.
La sonda pressione che legge male. Manometro analogico a 1,3 ma display che mostra 0,8? È probabile un sensore o un cablaggio da verificare. Non si risolve a occhio, ma il tecnico ci mette poco a capirlo.
Nel dubbio, una regola evita guai: niente “carichi a sentimento” fino a 2 bar per paura di restare senza riscaldamento. In esercizio saliresti ancora e la valvola aprirebbe. Il risultato? Scarico, calo, A04 che ritorna. Meglio stare nel range giusto a freddo e sistemare la causa che ti porta fuori strada.
Radiatori, termoarredi, pavimento radiante: cambia qualcosa?
Sì, cambia come vedi il problema, non cosa devi fare. Nei sistemi con radiatori, le micro-perdite si notano spesso alle valvole; l’aria si sente e si toglie con gli sfiati. Con il pavimento radiante, l’impianto contiene molta più acqua e la dinamica è più lenta: la pressione può calare in modo graduale, senza gorgoglii evidenti. In entrambi i casi l’ABC non cambia: riporti il valore nel range, cerchi (o fai cercare) la causa, eviti di tirare avanti a rabbocchi.
Quando il reset serve… e quando no
Dopo la ricarica corretta, un reset resta una buona idea per far ripartire la caldaia. Però non è un pulsante “magico”: se premi e l’errore torna, fermati. Stai vedendo il sintomo di un difetto reale (perdita, vaso d’espansione scarico, sonda pressione). Continuare a resettare non risolve e, a volte, allunga il tempo al freddo. Meglio una telefonata mirata con due informazioni in più: aiuta il tecnico a venire con il pezzo giusto.
Domande che ti stanno già girando in testa
“A che pressione devo starci, precisamente?” A impianto freddo la maggior parte delle Riello domestiche lavora serena intorno a 1,2–1,5 bar. Se scendi sotto 1 bar, è facile che scatti A04; se sali troppo a freddo, rischi lo sfogo della valvola in esercizio. Meglio centrarsi e restare lì, senza inseguire numeri a caso.
“Ho riportato la pressione a posto ma il codice non sparisce.” Spegni/riaccendi e fai un reset. Se l’allarme resta, non insistere: probabilmente il controllo della pressione non “vede” il valore reale o c’è altro che blocca l’avvio.
“Posso sfiatare i termosifoni da solo?” Sì, con attenzione. Tieni un panno, apri piano la valvolina finché esce aria poi acqua, richiudi, controlla e ripristina il valore sul manometro. Dopo più sfiati il livello scende: è normale.
“Se ricarico ogni giorno, risolvo?” No. Stai solo mascherando la causa. Se il livello cala rapidamente, c’è una perdita o un vaso d’espansione che non lavora: serve un controllo.
Prevenzione pratica: piccole abitudini, grandi risultati
Le caldaie “noiose” sono le migliori, perché non fanno sorprese. Come si ottiene questa santa noia? Con una manutenzione periodica fatta bene (pulizia circuito, verifica elettrodi se previsti, controllo sifone condensa sui modelli a condensazione) e, soprattutto, con il check del vaso d’espansione e della valvola di sicurezza in autunno, prima dei grandi freddi. Una volta a settimana, quando passi in cucina o in locale tecnico, butta un occhio al manometro: se vedi la lancetta scendere piano piano, gioca d’anticipo. E all’esterno, d’inverno, controlla che lo scarico condensa non ghiacci: non c’entra direttamente con A04, ma un impianto che “respira” bene si blocca meno.
Quando chiamare l’assistenza e che cosa dire per velocizzare
Ci sono tre casi in cui non ha senso insistere: non riesci a caricare (rubinetto bloccato), la pressione crolla in poche ore, l’errore torna nonostante valori corretti. A quel punto chiama un centro abilitato Riello e preparati con poche informazioni decisive: modello esatto, pressione letta a freddo e a caldo, se A04 appare con solo riscaldamento, solo acqua calda o entrambi, se noti gocce dallo scarico della valvola di sicurezza o trafilamenti ai radiatori. Con questa scheda, la diagnosi va dritta al punto: rubinetto di carico, vaso, sonda pressione, piccole perdite. E tu torni al calore senza giri lunghi.
Un aneddoto che vale più di mille schemi
Casa su due piani, Riello di tre anni, A04 dopo ogni notte. Il proprietario ricaricava “un filo” ogni mattina: a freddo 1,6 bar “così regge”. In realtà in funzione saliva oltre, la valvola sfogava, poi di notte crollava e la caldaia bloccava. La cura? Controllo del vaso d’espansione (era scarico), ricarica alla pressione giusta, 1,3 bar a freddo e fine del teatrino. Due settimane dopo: “Non ho più toccato nulla”. Ecco il complimento più bello per una caldaia.
Una sequenza tipo che puoi seguire adesso
Immagina di essere davanti al display con A04. Spegni la caldaia e guarda la pressione: leggi 0,7 bar. Apri lo sportellino, trovi il rubinetto di carico, lo muovi piano tenendo d’occhio il manometro. Arrivi a 1,3 bar, chiudi con decisione. Riaccendi, premi Reset se richiesto, ascolti il circolatore e la fiamma che parte. Dopo dieci minuti giri i radiatori: caldi e silenziosi. La sera, una rapida occhiata: la lancetta è sempre lì. La mattina dopo? Uguale. Se invece scendesse di nuovo, niente “carico quotidiano”: chiami e risolvi la causa.
Conclusioni
L’errore A04 sulla caldaia Riello non è una sentenza: è un promemoria che ti dice “mi manca pressione”. Porti il circuito nel range giusto, fai ripartire con un reset e osservi. Se torna, lasci la parte “tecnica” a chi lo fa di mestiere e ti liberi del problema, non del sintomo.